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martedì 14 gennaio 2014

Un corridoio umanitario naturale


Paesaggio Protetto Colline di San Luca
La notizia è dei giorni scorsi ed è di quelle buone, rara di questi tempi: le colline di San Luca saranno un paesaggio protetto. La salvaguardia della collina bolognese ha una lunga storia. La strategia urbanistica degli anni ’60 del secolo scorso, impostata da Campos Venuti, ha informato i piani regolatori e le varianti  nei decenni successivi determinando un imprinting preciso nel paesaggio di Bologna. Basta oggi percorrere ad alta velocità l’Autostrada del Sole da Milano e il Colle della Guardia e la Chiesa di S. Luca dicono che sei arrivato a Bologna, riorientano lo sguardo sui confini della città tra la Garisenda e gli Asinelli, le Torri di Kenzo Tange e la nuova Torre Unipol e di notte guidano come un faro in un campo visivo spaccato in due tra una pianura che a destra brilla di inesausta elettricità e a sinistra la quieta massa naturale dell’Appenino, avvolta nell’oscurità. 

sabato 15 dicembre 2012

Un escursionista nel metrò di Parigi

Mappa metrò di Parigi
Il metrò è un luogo senza un luogo. Camminare nel metrò è camminare sottoterra. E' un camminare di servizio. Un transito da un non luogo ad un altro non luogo. Gli sguardi sono fissi alla meta, al prossimo bivio per scegliere dove andare. Camminare nel metrò è come muoversi in un labirinto dove il proprio destino è affidato a un filo colorato di linee, a nomi di capolinea. Non valgono punti cardinali, non c’è sole o costellazioni a orientare il passo. A cosa serve una bussola in un metrò? L’orientamento è visivo e nominale. Dipende dalla mappa mentale che ci siamo costruiti con il tempo, con i passaggi, con i pochi punti di riferimento che troviamo sul cammino. Cosa succederebbe  se una mano fatale, in una notte di follia, cambiasse le indicazioni nei principali nodi di questo immenso  reticolo in cui si muove un impetuoso flusso vitale? Sarebbe un caos di vite, una fonte di inedite coincidenze, di default esistenziali e professionali, di nuovi inizi, di improvvisi e totali smarrimenti. Possibile? Forse questa è la vera ragione delle tante, troppe telecamere che controllano ogni angolo di questi sotterranei.

domenica 11 novembre 2012

La mia città ha voglia di camminare?

"Le città hanno smesso o rischiano di smettere di essere democratiche quando alla vita di strada si sostituisce uno spazio diviso in aree recintate e sorvegliate ed una circolazione riservata solo alle automobili. (…) Il camminare dà fastidio perché genera molte cose, alcune delle quali non facilmente controllabili. Anzitutto questa esposizione del sé al mondo e l’impressione di essere uno dei corpi che ne costituiscono il paesaggio: e poi la democrazia che viene dall’impressione della compresenza tra altri corpi viventi. Un mondo di stranieri, sì, ma un mondo in cui il gioco del camminare invita alla vetrina e al rispecchiamento.”

Franco La Cecla, Prefazione a Storia del camminare di Rebecca Solnit, Bruno Mondadori