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lunedì 16 marzo 2015

Il sottile inganno di un'escursione

Il ragazzo rapito di Robert Louis Stevenson
“Incominciai il mio piccolo pellegrinaggio nel più invidiabile di tutti gli stati d’animo: quello nel quale una persona, con una quantità sufficiente di denaro e uno zaino, volta le spalle a una città e avanza all'interno di una regione che conosce solo sulla base di una vaga relazione di altri.
Un tipo del genere non ha rinunciato al suo desiderio e non ha contrattato le sue prossime cento miglia, come un uomo in ferrovia. Egli può cambiare idea a ogni palo segnavia e, dove le strade si incontrano, può seguire liberamente vaghe preferenze e percorrere la strada bassa o quella alta, scegliere l’ombra o il pieno sole, sopportare di essere tentato dal sentiero che curva repentinamente dentro i boschi o dalla strada ampia che si stende in lontananza aperta davanti a lui, e gli mostra le guglie distanti di qualche città, o una catena di cime di montagne, o una linea di mare, forse, lungo un basso orizzonte. In breve, egli può gratificare ogni sua fantasia e capriccio, senza una fitta di biasimo della coscienza, o l’ultimo colpo al suo amor proprio.

mercoledì 7 agosto 2013

domenica 20 gennaio 2013

Compagni di avventura

Alan e David
Andare in montagna in gruppo è una pratica sempre più diffusa. Persone di provenienza diversa si incontrano in un luogo e in un'ora prestabilita per condividere un percorso e una meta anche per il tempo di una sola giornata. Ognuno con condizioni fisiche ed esperienze diverse, con motivazioni e bisogni, dichiarati o reconditi, altrettanto diversi. Con loro uno o più accompagnatori, così si chiamano quando ad organizzare è il CAI. Chi è un accompagnatore? I documenti parlano chiaro. Non è una guida, perchè non è un professionista, ma un volontario che non percepisce un compenso per il suo compito. Questo non significa che non debba essere preparato e responsabile. Un accompagnatore deve avere competenze tecniche, capacità relazionali, conoscenze ambientali e storiche che ne fanno un testimone privilegiato del territorio e della passione per la montagna e il camminare. Se le parole però hanno un senso vale la pena soffermarsi sull'etimologia di compagno che affonda le sue radici nel latino cum panis, colui con cui si condivide lo stesso pane, oppure cum pagus, colui che viene dallo stesso paese. In quel cum dell'accompagnare c'è un'idea forte di condivisione dello stesso cibo e dello stesso luogo, nel tempo e nello spazio breve di una escursione. L'idea di condividere un comune cammino, un comune paesaggio e in un certo senso un comune destino ha a che fare anche con una certa idea di umanità e con un certo modo di stare nel mondo. Per questo ogni escursione può essere percepita e descritta anche come un'avventura - senza per questo dimenticare la sicurezza - e per questo è importante riconoscersi durante e dopo di essa compagni di avventura. Uno dei miei accompagnatori preferiti si chiama Alan Breck Stewart, l'ho incontrato in Scozia mentre accompagnava a piedi dall'Isola di Mull a Edimburgo un ragazzo di nome David Balfour in uno dei più avvincenti romanzi di Robert Louis Stevenson, scrittore e escursionista.Vale la pena conoscerlo.