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venerdì 17 maggio 2013

Leprino e il suo mondo

Leprino e il suo mondo
Leprino si accende quando si accende il suo mondo. Faliero Lepri - in arte Leprino -  è un signore ormai ultranovantenne, di piccola statura, dal passo malfermo, che la figlia accompagna all’incontro con noi della Barbiana Monte Sole in un pomeriggio piovoso di aprile, in un salone delle scuole di Sant’Agata di Scarperia, dove il suo mondo sta di casa. Quando si accende l’interruttore che dà vita al suo mondo, anche Leprino si fa ritto e sicuro sulle fragili gambe, schiarisce la voce e il suo sguardo si riempie della calda luce infantile del gioco e della burla. Il mondo di Leprino è uno dei più singolari paesaggi della nostalgia. E’ la ricostruzione fedele di alcune scene di vita del suo paese così com’era negli anni ‘30 del secolo scorso, al tempo della sua infanzia.

domenica 28 aprile 2013

L'astrolabio di Barbiana

Astrolabio di Barbiana - Particolare
Appena tornati a casa da un cammino, durato una settimana, da Barbiana a Monte Sole, i sentimenti più urgenti sono la nostalgia e il desiderio: la paura di dissipare l’esperienza appena conclusa e la voglia di perpetuarla e di ripeterla. Un doloroso  attrito tra passato e futuro, sulla pelle del nostro presente. Nostalgia è parola di orgine greca composta da nostos (ritorno) e algos (dolore):  il dolore per una patria lontana, il ricordo di uno stato originario felice, la cui assenza provoca turbamento e spaesamento. Cosa vorrà dire allora sentirsi spaesati nella propria casa, al ritorno da una lunga camminata, lontani dal mondo, nel paesaggio dell’Appennino?

domenica 11 novembre 2012

Pensare con i piedi/ Eugenio Turri

"Ormai abbiamo tanti paesaggi della memoria o della nostalgia: i mass media ce ne propinano uno dopo l'altro, e la mobilità ci porta a viaggiare a costruire esperienze in territori sempre nuovi; [...] L'uomo di oggi vive un tempo disarticolato, sganciato dal tempo ciclico, naturale: il suo vissuto è molteplice, aperto, quindi il suo paesaggio della memoria può essere confuso, contradditorio, forse anche meno forte e appassionato. [...] Il diritto alla nostalgia ha dunque motivazioni sempre più fragili e forse è destinato a scomparire. Ci si può chiedere infatti se esso non sia altro che l'ultima forma di resistenza che l'uomo oppone alla morte, cioè alla sua scomparsa come individuo e come società, e se esso non debba perdere ogni giustificazione una volta che l'uomo abbia preso piena coscienza che la storia cammina con passi lentissimi ma inesorabili verso una direzione precisa."

Eugenio Turri, Il diritto alla nostalgia in Il paesaggio come teatro, ed. Marsilio

Puoi continuare a camminare qui