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venerdì 30 agosto 2013

Poetare con i piedi / Seamus Heaney


L'uomo con il feltro floscio
Tutto scorre. Anche in un uomo solido,
pilastro di sé e del proprio mestiere,
con tanto di scarponi gialli, bastone, feltro floscio in testa,


possono spuntare le ali ai piedi e farlo lesto,
come un dio da fiera, da erma, bivio o stradone,
patrono di viandanti e psicopompo.

“Sul battello cerca uno col bastone di frassino”,
disse mio padre a sua sorella che partiva
per Londra, “stagli vicino tutta la notte

e sarai in salvo”. Che scorra, scorra pure
il viaggio dell’anima con la sua guida,
ed i misteri di intermediari col bastone!

Seamus Heaney, poeta ed esploratore dei bogs irlandesi alla ricerca dell'humus dell'umanità. L'uomo con il bastone di frassino ci ha lasciato oggi. 

giovedì 8 agosto 2013

Parlare con i piedi/ Gustave Flaubert

Zaini senza spalle
"Esistono cammini senza viaggiatori.
Ma vi sono ancor più viaggiatori 
che non hanno i loro sentieri."
Gustave Flaubert
scrittore e camminatore 
nei campi e lungo i greti,
 in una lettera a Louise Colet

Fotografia: Dulcamara a Settefonti nel

mercoledì 7 agosto 2013

martedì 23 luglio 2013

La sosta

Una sosta di giorno
Per ogni giornata di cammino c’è sempre un luogo di sosta. Durante la Barbiana Monte Sole i punti tappa hanno avuto nomi diversi: La Bottega di MonteGiovi, l’Albergo Ristorante da Dino a Olmo, La Pieve a S. Piero a Sieve, il Camping Il Sergente a Monte di Fo, l’Albergo Musolesi a Madonna dei Fornelli, Il Poggiolo a Monte Sole. Sono eleganti stanze in case per viandanti, comode doppie e triple d’albergo, camerate con impervi letti a castello, oppure essenziali e funzionali bungalow e questa varietà di camere e di letti che ogni sera ci accolgono fanno parte del paesaggio e del viaggiare a piedi.

lunedì 21 gennaio 2013

Guarda....

Capita spesso, quando si cammina in montagna, di accompagnare qualcuno in un luogo preciso, scelto magari con qualche trepidazione per particolare bellezza o significato, e dire al compagno o alla compagna: "Guarda...", accompagnando l'esortazione con il gesto semplice dell'offerta del panorama, di sè e del proprio rapporto con il mondo. In quel gesto c'è la proposta di una condivisione di sguardi, di emozioni e di percezioni. La ricerca di una meraviglia che vorremmo svelasse una comune profondità e intimità. E' forse questo il senso di quel silenzio che segue quel gesto e quella parola, di quei puntini di sospensione? Occorrebbe indugiare con il pensiero su quel silenzio, dove spesso il discorso umano non arriva. Le fotografie possono qualcosa quando fermano in un'immagine le persone che guardano un paesaggio. Parlano di contemplazione, introspezione, attesa, del nostro modo di abitare il mondo, di essere nel paesaggio.