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martedì 28 gennaio 2014

Cosa manca alla neve di oggi

Bologna sotto la neve di oggi
Oggi è caduta la neve in città. 
Mi è tornata alla mente una considerazione che faceva quel grande saggio che è stato Mario Rigoni Stern. Una volta i nostri vecchi avevano l’abitudine di segnare sul calendario il tempo atmosferico delle giornata a cui seguiva il lavoro svolto nei campi, nell’orto, nella legnaia o nel bosco, nella stalla come negli ovili o nel magazzino. Nel tempo e negli anni quel calendario diventava come un diario dove le ricorrenze metereologiche si mescolavano con le scadenze della mietitura, della vendemmia, del dissodamento, dell’aratura, del legnatico, che si intrecciavano con le feste civili e religiose, con i fatti della vita e della famiglia: le nascite, le morti, i matrimoni. E’ così che il tempo meteorologico diventava tempo di vita e non è un caso che anche le parole di certe lingue riuscissero a mantenere il senso profondo di un legame con la terra abitata, con il paesaggio a cui si sentiva di appartenere.  
In Sentieri sotto la neve, Mario Rigoni Stern ricorda come nell’antica lingua cimbra, quasi scomparsa dall’Altopiano di Asiago, la neve aveva tanti nomi diversi per ogni stagione, per ogni paesaggio.

giovedì 2 gennaio 2014

Paesaggi dell'indifferenza


Monti Simbruini - Campo dell'Osso
Dei fatti di Monte Livata di questi giorni, insieme con il sollievo per le vite salvate, colpisce la facilità con cui la donna ha perso l’orientamento nel bosco innevato tra Campo dell'Osso, Monna dell'Orso e Acqua del Piccione e lo stato di smarrimento fisico e psicologico che ha condizionato le sue azioni successive. Colpisce il senso di spaesamento che caratterizza ormai il nostro rapporto con la natura selvatica, determinato da una distanza culturale sempre più incolmabile che ci separa da essa e da una disabitudine al contatto fisico che ce la rende estranea e immediatamente ostile, quando non si presenta in una forma addomesticata, magari da un impianto di risalita. Nel comportamento dei bambini stupisce invece la capacità quasi animalesca di adattamento alla situazione: cadere in un dirupo, dormire su un albero, al riparo di un anfratto tra le rocce, ascoltare il rumore dei botti di fine anno come eco lontana di una festa di paese. Il padre li ha chiamati eroi da cui prendere esempio per sopravvivere alla natura. Qualcuno invece li ha paragonati ad Hansel e Gretel sperduti nel bosco. I giornali hanno concentrato tutta la loro attenzione sui personaggi umani di questa storia, sui particolari anche morbosi e scabrosi di ognuno: il calzino perduto del bambino, le lacrime del soccorritore, la depressione della madre, la giustizia in agguato. Nei resoconti non una parola viene spesa per l’ambiente selvatico dei Monti Simbruini; appare come uno sfondo, quando nei fatti è uno dei protagonisti principali di questa storia. 
Indifferenti alla natura ci ripaga con la stessa indifferenza. 

mercoledì 16 gennaio 2013

Oggi è arrivata la neve

Dove stiamo andando?
"Ma dov'è questo freddo che giornali e televisioni ci vogliono far credere? Freddo polare, freddo siberiano, bufere di neve, strade ingolfate [... ] E' che noi uomini abbiamo la memoria corta, e chi ce la vuole ravvivare non ne ha. Pochi sono quelli che sull'agenda scrivono le temperature, le precipitazioni, i cambiamenti del clima. Solo affari, solo appuntamenti; una volta erano certamente di più gli uomini che usavano annotare anche le cose della natura, perchè ora si vive con artifizi, ossia con espedienti diretti a ottenere effetti estranei all'ordine naturale.
Prova, lettore, a immaginare una fatto importante della tua vita localizzandolo nel luogo e nella stagione e prova a ricordare com'era il tempo. Freddo? Caldo? Era sereno il cielo? Raffrontalo con l'oggi e vedrai che gli eccessi, le esagerazioni sono più volte fuori tempo"
Mario Rigoni Stern, Stagioni