Questo
pensiero ti coglie come un colpo di fucile, quando arrivi sul crinale tra le
cime del Monte Boccaor e del Monte Meatte, salendo dalla Valle di San
Liberale, lungo il sentiero CAI 153. Un colpo solo, che rimbomba tra le
nuvole basse, nell’aria umida densa di pioggia
e ti tasti per sentire se ha colpito nel segno.
Ti guardi intorno smarrito perché non c’è
orizzonte o giro di monti con cui orientarti. Sul crinale, tra la nebbia, segui
il filo dei passi e il sentiero, senza quasi che te ne accorgi, s’infila in una trincea della Grande Guerra che ti accoglie
e ti avvolge: una parete di terra e sassi che arrivano al petto. Abbassi lo
sguardo e vedi il fango che imbratta gli scarponi da escursionismo e ne immagini altri chiodati e lerci di
escrementi, vomito e sangue che
ristagnano nauseati piuttosto che uscire allo scoperto. Alzi lo sguardo e segui
la lunga ferita scura che corre sul cotico erboso, scavata seguendo il profilo
del crinale, ad un passo dal dirupo, come la ruga profonda su un volto smagrito.











