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mercoledì 24 luglio 2013

Una neo tribù del camminare?

Camminare il fila indiana
Un recente articolo de Il Venerdì della Repubblica riporta gli esiti di una ricerca del Jfc sulla natura sempre più passionale e tribale del turismo italiano al punto da rendere legittimo domandarsi se anche l’escursionismo, nelle sue diverse manifestazioni, non sia toccato da questo fenomeno e non possa essere naturalmente inteso secondo la metafora come una tribù che cammina. "In mancanza di concetti costituiti e  capaci di rappresentare la realtà, dobbiamo saperci accontentare di metafore, di analogie, di immagini, tutte cose vaporose che sono mezzi meno cattivi per dire ciò che è" dice il sociologo Michel Maffesoli perché nell’era della rete, del postmoderno, della società liquida e del glocal nessuna definizione tiene la durata e la realtà sfugge alla comprensione umana, lasciando sempre più spesso le persone cercare il precario rifugio di un senso nella dimensione emotiva.

venerdì 11 gennaio 2013

Errare humanum est?

Bonjour Monsieur Courbet
Cosa dice l’errore della diritta via?
Cammino randagio nella sezione genetica de La Villette di Parigi e mi accorgo che senza l’errore, senza la casuale combinazione di fattori, senza la deviazione episodica dalla diritta via della ripetitività dei comportamenti umani e animali, non vi sarebbe stata evoluzione e quindi vita. Esiste quindi un errore creativo. Come distinguerlo da un errore distruttivo? Errare è quindi umano, ma è soprattutto vitale. Quando errare diventa vitale? Dante smarrisce la diritta via in una selva e si incammina lungo la più difficile strada dell’inferno, del purgatorio e del paradiso, in un viaggio nella vita dell’uomo, della storia, della divinità. Errare è diventato sinonimo negativo del camminare, deviazione dalla retta via dettata prima di tutto dalla religione cristiana e dai suoi comandamenti. Via, Verità e Vita sono le tre V del cammino nella luce di Cristo, ci insegnavano da piccoli:  la Via sta nella Verità che sta nella Vita, solo se consacrata al Cristo. Sarà per questo che la Chiesa ha così tante resistenze ad ammettere l’evoluzionismo, fondato sul caso, sulla possibilità dell’errore, su una costante erranza della vita, che non ammette diritte vie precostituite. Sarà per questo che la diritta via, spesso rappresentata dalla legge, ha punito per tanto tempo l’erranza, il vagabondaggio, il nomadismo del singolo come di un intero popolo, confinandolo ai margini della società, spesso nella categoria dell’errore sociale, come pericolosa alterità.