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| Cézanne in cammino |
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mercoledì 28 agosto 2013
giovedì 8 agosto 2013
Parlare con i piedi/ Gustave Flaubert
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| Zaini senza spalle |
Ma vi sono ancor più viaggiatori
che non hanno i loro sentieri."
in una lettera a Louise Colet
Fotografia: Dulcamara a Settefonti nel
mercoledì 7 agosto 2013
Parlare con in piedi/ Robert Louis Stevenson
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| Robert e Modestine |
"Il fuori guarisce"
Robert Louis Stevenson
Scrittore e camminatore per noi
Tusitala per gli abitanti di Samoa
Immagine: prima edizione di Viaggio nelle Cevennes in compagnia di un asino di R.L.Stevenson
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viaggio
lunedì 22 luglio 2013
Salutare con i piedi/ Jean Giono
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| Jean Giono davanti al suo jas |
«Dove
vado, nessuno va, nessuno è mai andato, nessuno andrà. Vado solo. Il paese è
intatto e s’affaccia dietro ai miei passi»
Jean Giono, scrittore e camminatore, saluta con queste parole dalla sua tomba a Manosque
martedì 26 febbraio 2013
Salire sul monte
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| Monte Tabor in Galilea |
Il Papa saluta e sale sul monte per incontrare Dio. Il monte è il luogo terreno più vicino al cielo, sede della dimora divina. Pregare, meditare e contemplare sono le forme di questo incontro con la divinità. Ma di quale monte parla il Papa? Del Monte Tabor, luogo della trasfigurazione di Cristo, da cui Pietro non voleva scendere al mondo per non allontanarsi dal suo Signore? Del Monte Sinai dove Mosè incontra il suo Dio che gli consegna le tavole della legge per portarle al suo popolo, che nel frattempo sceglie l’idolatria? Sarà per quest’idea sacra di montagna che per tanto tempo le vette sono state sedi di cappelle, croci e preghiere votive.
Il Papa dimissionario quando arriverà sul monte troverà anche altro. Scoprirà che la natura convive con l’ansia dell’uomo moderno di conquistare le cime, di lasciare una traccia nell’esplorazione dei limiti del suo io, di piantarvi bandiere nazionali, di costruire cippi e lapidi commemorative dopo avere sparso sangue, di innalzare tralicci per coprire il mondo di segnali radio, di installarvi stazioni sciistiche per consumare i fine settimana del turismo globale. Le cime dei monti, nate per essere inospitali all’uomo per incontrare il divino, sono diventate anche i luoghi dell’impresa, della guerra, del controllo, della distrazione di massa.
Il Papa dimissionario quando arriverà sul monte troverà anche altro. Scoprirà che la natura convive con l’ansia dell’uomo moderno di conquistare le cime, di lasciare una traccia nell’esplorazione dei limiti del suo io, di piantarvi bandiere nazionali, di costruire cippi e lapidi commemorative dopo avere sparso sangue, di innalzare tralicci per coprire il mondo di segnali radio, di installarvi stazioni sciistiche per consumare i fine settimana del turismo globale. Le cime dei monti, nate per essere inospitali all’uomo per incontrare il divino, sono diventate anche i luoghi dell’impresa, della guerra, del controllo, della distrazione di massa.
sabato 17 novembre 2012
Raccontare con i piedi/ Luigi Meneghello
"Una volta nel bosco, da solo, stavo lì coi piedi su un greppo a fantasticare, come si finisce fatalmente col fare quando si è soli; vengono quei pensieri informi che si muovono lentamente e continuamente, e non concludono mai nulla, eppure sembra che abbiano dentro il veleno della verità. E' per questo forse che lodiamo la solitudine. [...] Questi pensieri si muovono, si muovono e non concludono. Però c'era questo di serio, sotto, che il bosco in quel momento mi pareva di sentire fortemente che cos'era, e dev'essere per questo che me ne ricordo, e inoltre perchè subito dopo sparai, e in quel mese sull'Altipiano ogni volta che c'erano spari mi restavano impressi."
Luigi Meneghello, I piccoli maestri, Rizzoli
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