![]() |
| La mappa delle frane in Emilia Romagna |
L’articolo del
Corriere della Sera di questi giorni sembra
un bollettino di guerra. Elenca le strade della provincia interessate dalle
frane sull’Appennino. Le piogge sono state copiose e costanti, a tratti violente e così continuerà per altri giorni.
Fiumi come il Reno e il Secchia si sono ingrossati e gli allarmi della
Protezione civile si susseguono sulla base delle previsioni meteorologiche. Lungo
tutto il crinale appenninico i fronti franosi si sono rimessi in movimento. La
montagna ha ripreso il suo cammino verso valle.
Niente
che non fosse prevedibile. Le mappe regionali e nazionali delle frane descrivono la storia e la
dimensione del dissesto idrogeologico del nostro paese come una grande
questione nazionale, al pari della disoccupazione giovanile, della lotta alle
mafie, delle riforme istituzionali, ma senza la stessa attenzione. La maggior parte delle cronache raccontano con
toni allarmati solo l’emergenza ma non sempre scavano sotto la superficie della
notizia del giorno. Preferiscono far franare a valle dell’opinione pubblica
episodi tragici, vissuti difficili, immagini desolanti e invettive estemporanee,
come detriti della comunicazione, perché tutto si fermi lì, fino alla prossima
emergenza. Raccontano spesso la stessa storia: la tranquilla vita dell’uomo sconvolta
da una natura scatenata e ostile. Ma è proprio così?


